Non basta essere sicuri.
Con il Cyber Resilience Act (CRA), le aziende devono dimostrare di esserlo nel tempo.
Questo introduce un cambio di paradigma: la cybersecurity non è più solo prevenzione, ma gestione continua e tracciabile delle vulnerabilità lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti digitali.
Perché il CRA alza l’asticella
Il regolamento richiede alle organizzazioni di:
- gestire attivamente le vulnerabilità
- implementare processi strutturati di segnalazione e remediation
- garantire tracciabilità delle attività
- comunicare in modo trasparente
In altre parole, non basta intervenire quando serve:
serve dimostrare di avere un sistema.
Il nodo: senza processo, non c’è compliance
Molte aziende gestiscono ancora le vulnerabilità in modo non strutturato:
- segnalazioni che arrivano via email o canali informali
- mancanza di tracciamento
- tempi di risposta poco chiari
Nel contesto del CRA, questo approccio diventa un rischio concreto—non solo operativo, ma anche normativo e reputazionale.
La risposta: strutturare la vulnerability disclosure
Per affrontare questi requisiti, diventa centrale adottare un approccio strutturato alla gestione delle vulnerabilità.
Framework come il Vulnerability Disclosure Program (VDP) e il Coordinated Vulnerability Disclosure (CVD) permettono di:
- raccogliere e gestire le segnalazioni in modo centralizzato
- coordinare la comunicazione con i ricercatori
- tracciare l’intero processo
Sono elementi chiave per passare da una gestione reattiva a una gestione continua e conforme.
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